giovedì 3 febbraio 2011

venite, venire.... è ritornato Michele!




Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o' pazzo però è proprio vero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c'è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in un mondo più giusto e più vero
michele o' pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_rino_gaetano_882/testo_canzone_michele_o_pazzo_e_pazzo_davvero_28648.html
Tutto su Rino Gaetano: http://www.musictory.it/musica/Rino+Gaetano

lunedì 25 agosto 2008

La mancanza della lentezza.

La poesia del giorno che è andato.
o ... La mancanza della lentezza.
quale tra i due titoli preferite?

bene, leggete, ascoltate, poi ne riparliamo magari.
E dovrete fare tutto lentamente, per strappare alla routine altri due secondi: per darvi il lusso di pensare, per regalarvi l'istante infinito della serenità: rallentate, vene prego.

Il monito del tempo che passa celo regala Guccini adesso, oltre a Bruno Lauzi, del quale la tartaruga abbiam fatto mascotte...

Il tempo passa e non ritornerà.

Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai...
[...]
Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato, il sorriso degli specchi è già finito, nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri è rimasto solo a pianger divertito.
[...]
Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, il domani come tutto se ne andrà: ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, se guardi nelle tasche troverai gli spiccioli che ieri non avevi, ma il tempo andato non ritornerà...


(F. Guccini, un altro giorno è andato. Da Live collection, dell'84 mi pare, inserito in "la via Emilia e il West).

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l'oggi dove è andato l'ieri se ne andrà.

Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai...

Giornate senza senso, come un mare senza vento,
come perle di collane di tristezza...
Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate:
fugge un cane come la tua giovinezza.
Negli angoli di casa cerchi il mondo,
nei libri e nei poeti cerchi te.
Ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà
e dove corra il tempo chi lo sa?

Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
corron dietro a delle Silvie beffeggianti.
Si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
perchè adesso ridi al gioco degli amanti?

Sei pronto per gettarti sulle strade,
l'inutile bagaglio hai dentro in te,
ma temi il sole e l' acqua prima o poi cadrà
e il tempo andato non ritornerà...

Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
ti rinfacciano una crisi non chiarita:
la sfera di cristallo si è offuscata
e l' aquilone tuo non vola più,
nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi
e il tempo passa e fermalo se puoi...


Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
il sorriso degli specchi è già finito,
nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
è rimasto solo a pianger divertito.

Nel seme al vento afferri la fortuna,
al rosso saggio chiedi i tuoi perchè.
Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,
ma il tempo passa e non ritorna più...

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà!
Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
il domani come tutto se ne andrà:
ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
se guardi nelle tasche troverai
gli spiccioli che ieri non avevi, ma
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà

sabato 23 agosto 2008

elogio degli amici fragili: e della curiosità.

Per chi non ha mai perso un istante della propria vita, gondendola col cuore, istante per istante e lentamente, magari proprio contro ai "amico fragile", perché

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a farle spalancarsi la bocca.

Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me.

Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse perderemo.

Ed è così' che decisi di chiamarmi "libero", come questo cane, contrario agli amici fragili, potrebbe dire qualcuno.

E mai che mi sia venuto in mente, di essere più ubriaco di voi di essere molto più ubriaco di voi.






Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore

troppo, "Se mi vuoi bene piangi " per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'era ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta" meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"

"Signora lei è una donna piuttosto distratta."

E ancora ucciso dalla vostra cortesia nell'ora in cui il mio sogno,
ballerine di seconda fila, agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi e il suo cesareo fresco:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse perderemo.

Potevo chiedere come si chiama il vostro cane il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

domenica 20 luglio 2008

elogio dell'uomo: anarchia

Ci sono troppe storie dell'Italia che non si conoscono.
Quella della morte di Feltrinelli, sì, www.lafeltrinelli.it, Giangiacomo Feltrinelli: morto, si dice, mentre cercava di metter una bomba intorno un traliccio della luce; anche quella di Valpreda e Pinelli sembrano morti dimenticate.
E purtroppo invece quella del commissario Calabresi è un po' più conosciuta, ma forse non sono conosciuti i mandanti e i perchè di quest'altro omicidio.



e di Ustica ne abbiamo parlato.

Fermiamoci. rallentiamo. Lentamente. più lentamente... ancora di più. pensiamo.

Perché!

martedì 1 luglio 2008

elogio delle regine senza trono

Sarà che siamo entrambi calabresi, sarà che ogni tanto la vita ti fa fermare a pensare al mondo e alla vita stessa; egoisticamente o emozionandosi al canto degli usignoli; o forse è soltanto un momento che: passerà!

Ma un elogio alle regine senza trono va fatto. Quante Mimì in giro per il mondo.



Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno si presenta l'inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.

Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c'ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.

Chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.

Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va.
Come Mimì che cammina per mano alla figlia, chissà dove va.

Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come le lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.

Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare;
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare";
il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo, e va bene così.

Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e, i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia e che guardano giù.

Per la vita che ho avuto e l'amore che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai: passerà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma, ma hai voglia se va.

Come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.





Sono stata anch'io bambina, di mio padre innamorata
per lui, sbaglio sempre, e sono la sua figlia sgangherata
ho provato a conquistarlo e non ci sono mai riuscita
e ho lottato, per cambiarlo ci vorrebbe un' altra vita

la pazienza delle donne incomincia a quell' età
quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
e ti perdi dentro un cinema a sognare d'andar via
con il primo che ti capita, e che ti dice una bugia.

Gli uomini non cambiano,
prima parlano d'amore
e poi ti lasciano.

Da sola: gli uomini ti cambiano, e tu piangi mille notti di perché!?
Invece, gli uomini ti uccidono, e con gli amici vanno a ridere di te.

Piansi anch'io la prima volta, stretta a un angolo e sconfitta
lui faceva e non capiva perché stavo ferma e zitta
ma ho scoperto con il tempo e diventando un po' più dura
che se l'uomo in gruppo è piu' cattivo, quando è solo ha più paura

Gli uomini non cambiano fanno i soldi per comprarti e poi ti vendono...
La notte: Gli uomini non tornano e ti danno tutto quello che non vuoi.

Ma perché gli uomini che nascono, sono figli delle donne
ma non sono come noi...

Amore: fli uomini che cambiano, sono quasi un ideale che non c'è.
sono quelli innamorati, come te.

giovedì 26 giugno 2008

USTICA

un aereo.
partito da un aeroporto. per arrivare ad un altro.
da bologna a palermo.
nessuna parola ha dignita della maiuscola.
solo questi nomi.

Cinzia Andres
Luigi Andres
Francesco Baiamonte
Paola Bonati
Alberto Bonfietti
Alberto Bosco
Maria Vincenza Calderone
Giuseppe Cammarota
Arnaldo Campanini
Antonio Candia
Antonella Cappellini
Giovanni Cerami
Maria Grazia Croce
Francesca D'Alfonso
Salvatore D'Alfonso
Sebastiano D'Alfonso
Michele Davì
Giuseppe Calogero De Ciccio
Secondo assistente di volo Rosa De Dominicis
Elvira De Lisi
Francesco Di Natale
Antonella Diodato
Giuseppe Diodato
Vincenzo Diodato
Giacomo Filippi
Copilota Enzo Fontana
Vito Fontana
Carmela Fullone
Rosario Fullone
Vito Gallo
Capitano Domenico Gatti
Guelfo Gherardi
Antonino Greco
Berta Gruber
Andrea Guarano
Vincenzo Guardi
Giacomo Guerino
Graziella Guerra
Rita Guzzo
Giuseppe Lachina
Gaetano La Rocca
Paolo Licata
Maria Rosaria Liotta
Francesca Lupo
Giovanna Lupo
Giuseppe Manitta
Claudio Marchese
Daniela Marfisi
Tiziana Marfisi
Erica Mazzel
Rita Mazzel
Maria Assunta Mignani
Annino Molteni
Primo assistente di volo Paolo Morici
Guglielmo Norritto
Lorenzo Ongari
Paola Papi
Alessandra Parisi
Carlo Parrinello
Francesca Parrinello
Anna Paola Pelliccioni
Antonella Pinocchio
Giovanni Pinocchio
Gaetano Prestileo
Andrea Reina
Giulia Reina
Costanzo Ronchini
Marianna Siracusa
Maria Elena Speciale
Giuliana Superchi
Antonio Torres
Giulia Maria Concetta Tripiciano
Pierpaolo Ugolini
Daniela Valentini
Giuseppe Valenza
Massimo Venturi
Marco Volanti
Maria Volpe
Alessandro Zanetti
Emanuele Zanetti
Nicola Zanetti

che non deve rimanere un elenco asciutto e asettico.
fa parte dell'elogio della lentezza.
vi do un aggancio.
carlo lucarelli e il suo blu notte dedicato alla strage.



ci sono altre cinque puntate. seguitele.

anche il magico paolini ne ha parlato in teatro, e su telepiù. cercate il dvd.

mercoledì 11 giugno 2008

Elogio dell'ideologia. E dei problemi della gente.

Quando guardi alcune trasmissioni televisive ti insorge un rigurgito totale.
Delle ideologie anche, a volte, succede.

Ed eccolo un appello al "BASTA" destra/sinistra... ma non per mancanza di ideologia, ma per concretezza.





(destra sinistra, Giorgio Gaber, il mitico signor G)
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

[...]
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.
[...]
...è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.
[...]
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
[...]
Basta!

E abbiamo richieste particolari?
forse il miglior riassunto è questo testo di Eros:



Ho visto gente invecchiare da sola
ho visto vendere davanti alla scuola
ho visto la vita una vita che inizia
buttata in un sacco come fosse immondizia
ho visto l'aria arroventata dal piombo
e terre assetate in troppe parti del mondo
non è da molto che io vivo che esisto
[...]
chiedo solo che
che si faccia poi insieme
qualcosa perché
finiscano presto
le cose che ho visto
[...]
spero solo che
sopra di me
la gente che comanda
sappia quel che fa e se lo sa
almeno ci risponda

spero solo che che la gioventù futura
non veda mai più nemmeno in tv
le cose che ho visto
e mi domando cosa si deve fare
di certo lottare e non solo parlare
per fare finire far cessare l'orrore
mi chiedo se può bastare solo l'amore

Una prima risposta?
Affidiamoci a Bob Dylan, in una versione stupenda di Bruce Springsteen




How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.


Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa definirlo un uomo?
E su quanti mari deve volare una colomba
prima di riposare sulla terraferma?
E quante volte devono fischiare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre?
La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,
la risposta ascoltala nel vento

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.


Per quanti anni può resistere una montagna
prima di essere erosa dal mare?
E quanti anni possono resistere gli uomini
prima che sia consentito loro di essere liberi?
E per quante volte un uomo può distogliere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,
la risposta ascoltala nel vento

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

Quante volte un uomo deve guardare in alto
prima che possa vedere il cielo?
E quante orecchie deve avere un uomo
prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che (l'uomo) riconosca
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,
la risposta ascoltala nel vento
(per ogni approfondimento rimandiamo a http://www.musicaememoria.com/bob_dylan_blowin_in_the_wind.htm)



Ed esisterà una soluzione?
sì, forse:

(Tullio De Piscopo, Toni Esposito e Pino Daniele, insieme per Je so Pazz')
Chi era Masaniello, molti si chiederanno, spero.
Ecco la risposta: Tommasino Aniello.





e una risposta?




Non si scherza, non è un gioco
sta arrivando Mangiafuoco
lui comanda e muove i fili
fa ballare i burattini


State attenti tutti quanti
non fa tanti complimenti
chi non balla, o balla male
lui lo manda all'ospedale

Ma se scopre che tu i fili non ce l'hai
se si accorge che il ballo non lo fai
allora sono guai - e te ne accorgerai
attento a quel che fai - attento ragazzo
che chiama i suoi gendarmi
e ti dichiara pazzo!...

C'è un gran ballo, questa sera
ed ognuno ha la bandiera
marionette, commedianti
balleranno tutti quanti

Tutti i capi di partito
e su in alto Mangiafuoco,
Mangiafuoco fa le scelte
muove i fili e si diverte
[...]


E continuando ad ascoltare Bennato, cosa fanno oggi gli intellettuali?
(a proposito, date uno sguardo ai testi del sociologo Frank Furedi: che fine hanno fatto gli intellettuali? (...e su anobii))



(Dotti, medici e sapienti, Edoardo Bennato)

E nel nome del progresso
il dibattito sia aperto,
parleranno tutti quanti,
dotti medici e sapienti.
[...]
Questo giovane malato
so io come va curato
ha già troppo contaggiato
deve essere isolato!

Son sicuro ed ho le prove
questo è un caso molto grave
trattamento radicale
prima che finisca male!

Mi dispiace dissentire
per me il caso è elementare
il ragazzo è un immaturo
non ha fatto il militare!