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giovedì 3 febbraio 2011

venite, venire.... è ritornato Michele!




Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o' pazzo però è proprio vero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c'è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in un mondo più giusto e più vero
michele o' pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_rino_gaetano_882/testo_canzone_michele_o_pazzo_e_pazzo_davvero_28648.html
Tutto su Rino Gaetano: http://www.musictory.it/musica/Rino+Gaetano

giovedì 26 giugno 2008

USTICA

un aereo.
partito da un aeroporto. per arrivare ad un altro.
da bologna a palermo.
nessuna parola ha dignita della maiuscola.
solo questi nomi.

Cinzia Andres
Luigi Andres
Francesco Baiamonte
Paola Bonati
Alberto Bonfietti
Alberto Bosco
Maria Vincenza Calderone
Giuseppe Cammarota
Arnaldo Campanini
Antonio Candia
Antonella Cappellini
Giovanni Cerami
Maria Grazia Croce
Francesca D'Alfonso
Salvatore D'Alfonso
Sebastiano D'Alfonso
Michele Davì
Giuseppe Calogero De Ciccio
Secondo assistente di volo Rosa De Dominicis
Elvira De Lisi
Francesco Di Natale
Antonella Diodato
Giuseppe Diodato
Vincenzo Diodato
Giacomo Filippi
Copilota Enzo Fontana
Vito Fontana
Carmela Fullone
Rosario Fullone
Vito Gallo
Capitano Domenico Gatti
Guelfo Gherardi
Antonino Greco
Berta Gruber
Andrea Guarano
Vincenzo Guardi
Giacomo Guerino
Graziella Guerra
Rita Guzzo
Giuseppe Lachina
Gaetano La Rocca
Paolo Licata
Maria Rosaria Liotta
Francesca Lupo
Giovanna Lupo
Giuseppe Manitta
Claudio Marchese
Daniela Marfisi
Tiziana Marfisi
Erica Mazzel
Rita Mazzel
Maria Assunta Mignani
Annino Molteni
Primo assistente di volo Paolo Morici
Guglielmo Norritto
Lorenzo Ongari
Paola Papi
Alessandra Parisi
Carlo Parrinello
Francesca Parrinello
Anna Paola Pelliccioni
Antonella Pinocchio
Giovanni Pinocchio
Gaetano Prestileo
Andrea Reina
Giulia Reina
Costanzo Ronchini
Marianna Siracusa
Maria Elena Speciale
Giuliana Superchi
Antonio Torres
Giulia Maria Concetta Tripiciano
Pierpaolo Ugolini
Daniela Valentini
Giuseppe Valenza
Massimo Venturi
Marco Volanti
Maria Volpe
Alessandro Zanetti
Emanuele Zanetti
Nicola Zanetti

che non deve rimanere un elenco asciutto e asettico.
fa parte dell'elogio della lentezza.
vi do un aggancio.
carlo lucarelli e il suo blu notte dedicato alla strage.



ci sono altre cinque puntate. seguitele.

anche il magico paolini ne ha parlato in teatro, e su telepiù. cercate il dvd.

giovedì 8 maggio 2008

Siamo tutti matti

Siamo tutti matti.
E' partire con il testo scritto da Renato Zero per Ciao Darwin.


Ma perché mi sembra giusto parlare dei matti: una delle categorie di strada e di vita forse un po' troppo bistrattate.

Vediamo un po' però nello specifico cosa ne pensa "la musica"

Per Zero siamo tutti matti.

Per De Gregori, I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.

Per Guccini: Mi dicevano il matto perchè prendevo la vita da giullare, da pazzo, con un' allegria infinita.

e per Fabrizio De Andrè: Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole.

E la grande consolazione per i matti par essere questa: Le mie ossa regalano ancora alla vita: le regalano ancora erba fiorita.



(Matti, Renato Zero)
Matti ! / Siamo tutti, matti!
Urliamo, c’insultiamo, / Da nevrosi, siamo afflitti!
Spariamo dei sorrisi, / Degli alibi perfetti,
Colletti inamidati, / Dai trascorsi assai sospetti!
[...]
Siamo tutti matti… Matti! / Sciocchi o intraprendenti,
Vere oppure appariscenti, / Decidiamo che destino avremo mai…
Se l’occhio andrà d’accordo col cervello, / Se il cuore ci dirà la verità!
Teneri, incompresi,
[...]
Senza via d’uscita… / Ogni sistema è buono,
Per fregare questa vita! / Barche senza remi,
Asciutti temporali, / Frammenti d’infinito,
In balia dei cellulari! / Siamo tutti matti,
Matti proprio tutti, / Buoni solamente,
A strofinarsi dentro i letti, / Vuoti di memoria,
Vittime in carriera, / Grazie ad una mela,
Siamo entrati nella storia! / Siamo tutti matti… Matti… Matti






(i matti, Francesco De Gregori, 1987)

I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
[...]
Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.
[...]




(un matto, Fabrizio De Andrè, 1971, da una traduzione di Spoon River)


Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".


(Francesco Guccini, il matto)

Mi dicevano il matto perchè prendevo la vita
da giullare, da pazzo, con un' allegria infinita.
D' altra parte è assai meglio, dentro questa tragedia,
ridersi addosso, non piangere e voltarla in commedia.

Quando mi hanno chiamato per la guerra, dicevo:
"Beh, è naja, soldato!" e ridevo, ridevo.
Mi han marchiato e tosato, mi hanno dato un fucile,
rancio immondo, ma io allegro, ridevo da morire.

Facevo scherzi, mattane, naturalmente ai fanti,
agli osti e alle puttane, ma non risparmiavo i santi.
E un giorno me l' han giocata, mi han ricambiato il favore
e dal fucile mi han tolto l'intero caricatore.

Mi son trovato il nemico di fronte e abbiamo sparato,
chiaramente io a vuoto, lui invece mi ha centrato.
Perchè quegli occhi stupiti, perchè mentre cadevo
per terra, la morte addosso, io ridevo, ridevo?

Ora qui non sto male, ora qui mi consolo,
ma non mi sembra normale ridere sempre da solo, ridere sempre da solo!

__________

Da questi testi sembra che il matto non sia un deleritto, un rinnegabile signore, ma un poeta della vita, che sa ridere, ridere, anche se sempre da solo. Perchè I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia, a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia. Quando mi hanno chiamato per la guerra, dicevo: "Beh, è naja, soldato!" e ridevo, ridevo. Qui nella penombra ora invento parole ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Già perché poi, ad esser matti, sembra che ci si perda, per la società, ma per se stessi, par proprio che i matti, siano gli unici a saper godere della vita, nel senso pieno e vero: lentamente e ridendo, ridendo.