sabato 23 agosto 2008

elogio degli amici fragili: e della curiosità.

Per chi non ha mai perso un istante della propria vita, gondendola col cuore, istante per istante e lentamente, magari proprio contro ai "amico fragile", perché

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a farle spalancarsi la bocca.

Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me.

Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse perderemo.

Ed è così' che decisi di chiamarmi "libero", come questo cane, contrario agli amici fragili, potrebbe dire qualcuno.

E mai che mi sia venuto in mente, di essere più ubriaco di voi di essere molto più ubriaco di voi.






Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore

troppo, "Se mi vuoi bene piangi " per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'era ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta" meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"

"Signora lei è una donna piuttosto distratta."

E ancora ucciso dalla vostra cortesia nell'ora in cui il mio sogno,
ballerine di seconda fila, agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi e il suo cesareo fresco:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse perderemo.

Potevo chiedere come si chiama il vostro cane il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

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